La
Psicologia Individuale Comparata è una vera
e propria “teoria dell’uomo” che,
a partire dall’affermazione «non è
possibile studiare un essere umano in condizioni di
isolamento, ma solo all’interno del suo contesto
sociale», prende in esame l'individuo nella
sua unica e irripetibile dinamica di processi consci
e inconsci.
La psicologia di Adler si definisce Individuale perchè
studia l'uomo come unità indivisibile di corpo
e mente e Comparata perchè fa riferimento all'ambiente
e alla cultura di appartenenza della persona. Si può
quindi considerare matrice del filone socio-culturale
della psicologia del profondo.
Riportiamo
sinteticamente i principali concetti del modello
teorico adleriano:
• Sentimento e Complesso di Inferiorità
Adler definisce sentimento
di inferiorità la condizione
naturale di insufficienza e di insicurezza che manifesta
il fanciullo di fronte al mondo ancora sconosciuto.
Se gli apporti ambientali gli saranno favorevoli
il bambino supererà successivamente il disagio
dell’inferiorità. Se gli stimoli saranno
negativi o verranno percepiti come tali, si potrà
verificare un rafforzamento e una trasformazione
dell’ordinario sentimento di inferiorità
in complesso di inferiorità.
• Finalismo
Partendo dal concetto di inferiorità
Adler impostò una visione finalistica delle
dinamiche psichiche: ogni essere umano tende a lottare
con i propri limiti in vista di una meta di superiorità
e sicurezza. Dietro ogni attività umana c’è
una forza fondamentale di base, una spinta da una
situazione di minus a una situazione di
plus, da un sentimento d’inferiorità
a uno di superiorità, perfezione, completezza.
• Compensazioni
In questo cammino prendono corpo
le compensazioni, modalità
psichiche di costruire pensieri, affetti e comportamenti
finalizzati a sconfiggere o a evitare le condizioni
di inferiorità reale o percepita. Le compensazioni
che non pregiudicano la vita di relazione pongono
un effettivo rimedio al sentimento d’inferiorità
trasformandolo in uno stimolo capace di indirizzare
l’uomo verso mete di autentica valorizzazione.
Questo dinamismo può assumere anche valore
negativo o presentare a volte dimensioni accentuate,
sfociando nelle supercompensazioni
di impronta patologica o nelle creazioni del genio.
• Volontà di Potenza e Sentimento
Sociale
Il meccanismo della compensazione
si attiva sotto la spinta di due istanze fondamentali,
la volontà di potenza
e il sentimento sociale,
che provvedono a garantire la sopravvivenza dell’essere
umano. Queste dimensioni psichiche si pongono al
di sopra delle pulsioni con il preciso compito di
regolare in ogni individuo sia gli impulsi istintuali
che le attività coscienti. La volontà
di potenza, con la spinta energetica che la contraddistingue,
indirizza l’uomo verso le mete affermative;
il sentimento sociale orienta la necessità
che ha ciascun essere umano di cooperare con i propri
simili e di compartecipare solidalmente alle loro
emozioni. L’autentico stato di salute mentale
corrisponde al pieno equilibrio e all’interazione
armonica fra volontà di potenza e sentimento
sociale.
• Aspirazione alla Superiorità
L’aspirazione alla superiorità,
da intendersi come l’opposto del sentimento
d’inferiorità, non è esattamente
il corrispettivo dell’emergere sugli altri
né una meta di potere o di dominio, come
richiede la volontà di potenza, ma una vera
e propria “gara”, che l’individuo
indice con se stesso, non per competere con i propri
simili, ma per raggiungere la perfezione. Scrive
Adler a questo riguardo: «La meta di superiorità
è personale e unica per ciascun individuo
e dipende dal significato che egli dà alla
vita»
• Stile di Vita
Sin dalla primissima infanzia l'essere
umano organizza, attraverso un graduale processo
di selezione e di adattamento dinamico, una soggettiva
visione di sé stesso e del mondo per mezzo
della quale opera tutte le scelte che paiono adeguate
e rifiuta le risoluzioni che non sembrano produttive.
Ogni persona soddisfa le richieste della volontà
di potenza e del sentimento sociale secondo una
considerazione di questo tipo: «il mondo è
così, io sono fatto così, perciò...».
La deduzione a cui giunge dà la misura del
suo stile di vita, che è l’impronta
psichica, unica e inimitabile che caratterizza ogni
individuo e nella quale confluiscono i tratti del
comportamento, i pensieri, le idee, le opinioni,
le emozioni e i sentimenti. Tali dimensioni psichiche
si armonizzano al servizio di precipue finalità,
risultanti dal compromesso fra le esigenze individuali
e le istanze sociali. Lo stile di vita
si forma a diversi livelli di consapevolezza, ma
l’apporto dell’inconscio è sicuramente
prioritario.
• Finzione
In questa visione della psiche
creatrice del suo personale piano di
vita, la finzione
è una modalità, in vario modo non
obiettiva, di valutare se stessi e il mondo, concepita
in appoggio alle finalità che l’individuo
vuol perseguire. Le finzioni si strutturano nella
prima infanzia, per poi attenuarsi, di norma, nell'età
adulta. Tuttavia, l'uomo tende a elaborare finzioni
per tutta la vita e a utilizzare, a seconda delle
necessità artifici di tipo positivo o negativo.
Si considerano finzioni positive o vitali quelle
finzioni caratterizzate da compartecipazione emotiva
e quindi socialmente utili; sono definite invece
finzioni rafforzate quelle
finzioni che, sotto le spinte antisociali della
volontà di potenza, perseguono finalità
illecite, ostili o vendicative.
• Sé creativo
«Non sono né
l’eredità né l’ambiente
che determinano la relazione col mondo esterno.
L’eredità gli assegna solo alcune doti.
L’ambiente gli fornisce solo alcune impressioni.
Queste doti e impressioni e la maniera in cui egli
ne fa “esperienza”, cioè l’interpretazione
che egli dà di queste esperienze, sono i
mattoni che egli usa nelle specifiche modalità
“creative”, per costruire le proprie
attitudini verso la vita» Con queste
parole Adler ha inteso esprimere quel concetto che,
successivamente, sarà definito “Sé
creativo”.